Archivio delle Categorie: citazioni dal mio trascorso

a vent’anni

a vent’anni

 

Vedo Godot quando mi guardo allo specchio, a vent’anni cercando formule per una corretta liturgia della presenza, a vent’anni aspettando che arrivi a me stessa. Nella quotidiana litania del Senso esperisco l’efferatezza dell’attesa incerta, le metastasi della precarietà, il cancro della contingenza. Vivo le sevizie del tempo, il cruento dilanio dell’anima inginocchiata all’ineluttabilità dell’Essere.

 

Diroccasti la mia abitudine (2010)

Diroccasti la mia abitudine (2010)

Diroccasti la mia abitudine per il dirupo dell’imponderabile

impenitente saccheggiatore della mia determinazione

seduttore della lentezza

in me svelta solitudine forgiasti

e a piedi scalzi camminasti

sui sorrisi sgualciti dal tempo

sulle prolisse lacrime

pozzanghere d’attesa

che sommergono

indifferenti

gli istanti scandagliati

sul fondo del cuor mio

 

 

2009

2009

Prendere l’ascensore mi ha sempre procurato un neanchetroppo vago senso di ansia e claustrofobia; sensazioni presumibilmente dovute alla mia diffidenza a priori nei confronti dell’essere umano e delle cose da questo create. Ma, mi trovo or ora di fronte all’ imminente necessità di salire al piano metafisico della faccenda, piano peraltro irraggiungibile tramite scale.