la scuola socratica minore

la scuola socratica minore

 

Resta ad Atene Antistene

vede cavalli ma non la cavallinità

la platonica Idea è vuota di realtà

ciò che conta è la ricerca della felicità

 

 

Euclide di Megara

a dialettica fa a gara

corre contro Aristotele e Platone

perchè per lui il linguaggio non è traduzione

 

Estremo piacere, estremo dolore

dei Cirenaici

il saggio assaggia

lo scomporsi dei valori

il crollo della Polis

la città non è più forte

Egesia reclama persuasion di morte.

 

 

(TRAT)TENERSI

(TRAT)TENERSI

 

Disamorata

Dissanguata

Famelica esangue

su questa terra arida

Diserto cieli sterili

Tergiverso

di volti serici

Panni di vuota inquietudine

Vestono la mia fragile finitudine

Assorbono la ruggine dell’aria

Le reazioni dell’ossigeno

Il fumo sporco indigeno

Le croste dell’italico tempo

Le infiltrazioni di casa mia

Inumidiscono l’apatia

impediscono

Ingiuste, sleali

Legano le più alte ali

 

 

Gorgia

Gorgia

 

per Gorgia miope

nulla esiste

se anche esiste non è comprensibile

perchè scritto troppo piccolo

se anche è comprensibile

è incomunicabile

perchè sono senza voce

 

penso quello che mi pare

e quello che penso non necessariamente appare

(Parmenide ti pare?!)

 

le parole non sono cose

le cose non sono parole

conta solo la Persuasione

la nietzschiana interpretazione

 

linguaggio e realtà

non parlano la stessa lingua

 

 

L. Wittgenstein, dalle “Untersuchungen”

L. Wittgenstein, dalle “Untersuchungen”

119. I risultati della filosofia sono la scoperta di un qualche schietto non-senso e di bernoccoli che l’intelletto si è fatto cozzando contro i limiti del linguaggio. Essi, i bernoccoli, ci fanno comprendere il valore di quella scoperta.

123. Un problema filosofico ha la forma: “Non mi ci raccapezzo”.

124. La filosofia lascia tutto com’è.

203. Il linguaggio è un labirinto di strade. Vieni da una parte e ti sai orientare, giungi allo stesso punto da un’altra parte e non ti ci raccapezzi più.

217. Ricorda che a volte richiediamo definizioni, non per il loro contenuto, ma per la forma della definizione. La nostra è una richiesta architettonica; la definizione è come un finto cornicione che non sorregge nulla.

249. Il mentire è un gioco linguistico che dev’essere imparato, come ogni altro.

309. Qual’è il tuo scopo in filosofia? Indicare alla mosca la via d’uscita dalla trappola.

326. Ci aspettiamo questa cosa e siamo colti di sorpresa da quest’altra; ma la catena delle ragioni ha un senso.

384. Il concetto “dolore” l’hai imparato con il linguaggio.

387. L’aspetto profondo ci sfugge facilmente.

414. Tu pensi di dover tessere una stoffa: perchè sei seduto a un telaio -vuoto- e fai i movimenti caratteristici del tessere.

445. Nel linguaggio, aspettazione e adempimento si toccano.

457. Si, intendere è come dirigersi verso qualcuno.

464. Ciò che io mi propongo di insegnare è: passare da un non-senso occulto a un non-senso palese.

471. Spesso riusciamo a scorgere i fatti importanti solo dopo aver soppresso la domanda “perchè”

485. La giustificazione per mezzo dell’esperienza ha un termine. Se non l’avesse non sarebbe una giustificazione.

580. Un “processo interno” abbisogna di criteri esterni.

593. Una delle cause principali della malattia filosofica: una dieta unilaterale, nutriamo il nostro pensiero con un solo tipo di esempi.

599. In filosofia non si traggono conseguenze. La filosofia si limita a stabilire ciò che chiunque le concede.

650. Il cane teme che il padrone lo picchi, ma non teme che il padrone lo picchierà domani.