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Correre

 

Correre è consegnarsi al vento

Incontrarsi col tempo

Spedire se stessi

Al proprio destinatario e mittente

È l’epifanarsi del latente

Correre è purificare lo sguardo

Perdere la certezza del nitido

per acquisire la bellezza sfumata del dettaglio

Sfogare infinite gradazioni di velocità

sfociare in vibrazioni di incontro

Pitturare la realtà

D’acquarello e leggerezza

Correre all’anima è carezza

 

Correre è sussurrare al destino

Sia fatta la tua volontà

-necessità diventa sudata libertà-

 

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a vent’anni

 

Vedo Godot quando mi guardo allo specchio, a vent’anni cercando formule per una corretta liturgia della presenza, a vent’anni aspettando che arrivi a me stessa. Nella quotidiana litania del Senso esperisco l’efferatezza dell’attesa incerta, le metastasi della precarietà, il cancro della contingenza. Vivo le sevizie del tempo, il cruento dilanio dell’anima inginocchiata all’ineluttabilità dell’Essere.